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POLIDOR E POLIDOR

di Marco Giusti

 

Edizioni Cineteca di Bologna, 2019
304 pp.  |  20 € 9788899196714

 

Venite, signore e signori, ad ascoltare la storia del Gran Circo Equestre Guillaume, con i suoi clown, i suoi acrobati e le sue cavallerizze. La vera storia di Ferdinand Guillaume, che con il nome di Tontolini e poi di Polidor fu il primo grande comico del muto italiano e internazionale, prima di Chaplin e di Keaton. E la vera storia di suo fratello Edouard detto Polidor The Clown, il più celebre clown bianco d’America, che ormai anziano si macchiò d’un orrendo delitto, diventando l’archetipo del clown assassino per il cinema a venire. Mentre in Italia il primo Polidor incontrava Fellini e disegnava piccole poetiche figure indimenticabili nelle Notti di Cabiria e nella Dolce vita… Una narrazione che procede viva, appassionante, sostenuta da documenti inediti. Una storia di cinema e di circo, d’amore e morte, di fratelli perduti, di nomi rubati, di destini che non si incrociano, di tragedia e di risata. Mentre i riflettori s’accendono e si spengono su quasi un secolo di storia dello spettacolo.

 

 

Polidor è il nome che scelse per le sue comiche Ferdinand Guillaume (1887-1977), uno dei più celebri comici del cinema muto, grande prima di Charlie Chaplin e di Buster Keaton. E primo Pinocchio cinematografico. Polidor è anche il nome che prese nel 1920 suo fratello Edouard Guillaume (1892-1964), diventato clown in Sudamerica, dopo aver letto che Ferdinand era morto a Napoli, in un incidente aereo, durante le riprese di un film. Polidor The Clown mantenne il nome anche negli Stati Uniti, quando venne scritturato dal Ringling Bros and Bailey&Barnum Circus, il più grande circo del mondo, dove diventò una star internazionale.
Ma il ‘vero’ Polidor non era morto. In quell’incidente era morto invece un terzo fratello, Natale Guillaume (1888-1920), che lavorava con lui nella Polidor Film. Un grande dolore per Ferdinand, che, dopo la morte di Natale, lasciò il cinema e tornò sul palcoscenico. Nel 1923 fondò Il Teatro della Risata, girando l’Italia fino agli anni Cinquanta, anche in mezzo alla guerra. Venne poi riscoperto da Federico Fellini, che ne fece un fraticello capace di riconoscere la grazia degli umili nelle Notti di Cabiria e un vecchio clown struggente nella Dolce vita.
Proprio quando le cose sembravano girare bene per Ferdinand, grazie a Fellini, dall’altra parte del mondo Polidor The Clown, l’idolo dei bambini, diventò nel 1961 The Vengeful Clown, il clown
assassino di River Vale, nel New Jersey. Uccise con due colpi d’ascia e cinquanta coltellate la sua compagna, la cavallerizza Elena Gabrielle Nelson, che non lo voleva più. Troppo vecchio e malato. “Hasta la muerte” scrisse dopo averla uccisa il vecchio clown. Fino alla morte. Poi cercò di farsi saltare in aria con dei petardi da circo. Puf! È allora che i giornali italiani partono alla ricerca del nostro Polidor, che non vedeva Edouard da cinquant’anni…

 

 

Marco Giusti, autore televisivo (Stracult, Blob, Cocktail d’amore), storico del cinema, ha curato per la Mostra del Cinema di Venezia le retrospettive Italian Kings of B’s (2004), Western all’italiana (2007), La situazione comica (2008), e per il Torino Film Festival Prima e dopo la rivoluzione, Brasile anni ’60 (1995). Ha pubblicato Il grande libro di Carosello (Sperling&Kupfer, 1995), Il dizionario dei film italiani Stracult (Sperling&Kupfer, 1999), il Dizionario dei western all’italiana (Mondadori, 2007), 007 all’italiana (isbn, 2010), Il grande libro di Ercole (con Steve Della Casa, Edizioni Sabinae, 2013), Vedo… l’ammazzo e torno (isbn, 2013). Dal 2011 ha una rubrica di critica cinematografica su Dagospia, “Il cinema dei Giusti”.