26/06/2018

Presentazione del libro ‘Il mio Antonioni’ di Carlo di Carlo: la grande opera di un artista su un altro artista

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Domenica 24 giugno per la rassegna “Otto libri sotto le stelle” si è tenuta la presentazione del libro “Il mio Antonioni” di Carlo di Carlo – Edizioni Cineteca di Bologna, 2018. A presentare il libro Lorenzo Cuccu, Roberto Cicutto (Istituto Luce-Cinecittà) e Giorgio Gosetti. Incontro moderato da Paolo Mereghetti. Con l’intervento di Gian Luca Farinelli.

Regista, storico, direttore del doppiaggio e grande amico della Cineteca di Bologna, Carlo di Carlo ha avuto in cantiere il progetto de “Il mio Antonioni” per lungo tempo. Non un’autobiografia personale piuttosto un “report about myself”, come lo ha definito lo stesso autore.  Accanto a testi già pubblicati e ricomposti secondo la personale visione di di Carlo, il volume presenta una parte inedita: le lettere inviate alla prima moglie, Letizia Balboni, i cui estratti consentono di ricostruire aspetti meno noti del grande regista. In chiusura, oltre a una bibliografia di riferimento, troviamo le fonti dove sono elencate le citazioni dei numerosi testi antonioniani che formano il libro, frutto della certosina ricostruzione ad opera dello studioso e amico di di Carlo, Lorenzo Cuccu, incaricato di certificare l’effettiva appartenenza degli scritti raccolti nel volume.

A introdurre la presentazione il Direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli: “Questo è un libro a cui tengo moltissimo, il libro forse più importante che sia mai stato edito dalla Cineteca. È un libro che mi dà un’enorme arrabbiatura – sacrosanta e giusta – perché per ragioni bizzarre questo libro non è stato pubblicato quando Carlo di Carlo era vivo. Per ragioni umane non è stato pubblicato, ed è una cosa grave. D’altro lato è un libro che mi dà un’enorme felicità perché, come ha detto Roberto Cicutto, le persone che lo conoscevano entravano a far parte della sua famiglia. Carlo aveva un rapporto con le persone che amava che era un rapporto totalmente familiare – io sentivo molto più spesso Carlo dei miei genitori! Quando si ha un parente, si hanno molti dubbi –  e quando Carlo mi raccontò il progetto io pensai ‘ma sarà vero che ha seriamente usato solo le parole di Antonioni nel libro?’ Gli credetti ma con un filo di dubbio. E quindi quando Lorenzo Cuccu, dopo un lungo lavoro, ha certificato che nel volume non c’è neanche una virgola di Carlo di Carlo, il mio amore per questo “parente” che non c’è più, il mio rispetto e anche il dolore per la sua perdita, sono diventati ancora più grandi. Come giustamente diceva Roberto Cicutto, questo è il libro di un grande studioso, certificato, ma soprattutto di un grande studioso che, dopo aver lavorato una vita su Antonioni, trova una nuova chiave e la trova in quanto artista. Questo libro è una grande opera di un artista su un altro artista. Concludo: se non lo prendete siete dei pazzi!”

A seguire l’intervento di Lorenzo Cuccu: “Sono qui per Carlo, che ho conosciuto a Ferrara ad un convegno organizzato dal Comune di Ferrara nell’82, io avevo da poco scritto un libro su Antonioni e da lì siamo diventati molto amici. Sono qui in veste di amico di Carlo e di studioso di Antonioni. Per il libro il mio compito è stato quello di verificare che tutto il volume fosse effettivamente scritto esclusivamente con parole di Antonioni. Il libro ha avuto una storia travagliata: il fatto di poterlo pubblicare, questa idea è stato un po’ il suo tormento negli ultimi anni. Carlo diceva: ‘L’unico che può parlare di Antonioni è Antonioni’ e l’idea de ‘Il mio Antonioni’ si basa proprio su questo assunto, anche se a mio avviso può essere in parte discutibile. Carlo è stato anche un autore importante, ha lavorato con Pasolini e molti altri e ha avuto un ruolo di innovatore nella sua attività di regista. Ed è anche colui che con una generosità eccezionale – e questo lo posso testimoniare – ha messo a disposizione di tutti gli studiosi del mondo i materiali di Antonioni che aveva raccolto e che ora sono conservati nel Fondo Carlo di Carlo della Cineteca di Bologna.
Tornando al libro e al perché mi sono trovato nella situazione di scegliere se pubblicare o meno questo volume, incontrando anche molte resistenze… Sono stato chiamato a fare la verifica, a fare il garante di quella che Carlo aveva chiamato un’ ‘autobiografia possibile’, questa era la sua definizione: pur dovendo superare le diverse resistenze che c’erano e pur avendo dei dubbi seri, ho deciso di provare. Il modo in cui di Carlo ha organizzato il materiale dimostra come ci fosse da parte sua una volontà, una scelta autoriale ben precisa. Ma che cos’è questo libro? È la riproposizione di tutti gli scritti di Antonioni che già sono stati fatti, oppure è un’altra cosa? E’ una storia fatta raccontare ad Antonioni ma che ha come autore, come “mega narratore” Carlo di Carlo. È il racconto che ha come narratore Antonioni ma che ha come autore Carlo di Carlo. In breve: non è a cura di Carlo di Carlo, ma è di Carlo di Carlo”. 

Il Fondo di Carlo di Carlo, conservato alla Cineteca di Bologna, è un ricco bacino di carte, sceneggiature, fotografie che ripercorrono l’attività del regista e le collaborazioni con altri importanti cineasti (primi tra tutti Pasolini e Antonioni), il fondo è arricchito anche dall’acquisizione di tutta l’opera di Carlo di Carlo in pellicola (conservata presso l’Archivio Pellicole della Cineteca).

Leggi l’intervista a Lorenzo Cuccu di Yannik Aiani

Laura Di Nicolantonio

Foto: Margherita Caprilli