25/06/2019

‘La maschera e il volto’ di Augusto Genina al Cinema Ritrovato 2019

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Si è tenuta lunedì, terzo giorno del festival, in sala Mastroianni la proiezione, accompagnata al pianoforte da Daniele Furlati, di La maschera e il volto (1919) di Augusto Genina.

Durante l’introduzione Andrea Meneghelli ha spiegato: “oggi non vedrete un restauro, ma una copia vintage, a modo suo, degli anni Settanta realizzato dalla Filmoteca de la UNAM di Città del Messico a partire da una copia in nitrato non più esistente, quindi con tutta probabilità si tratta dell’unica copia possibile del film ed è un’edizione per il mercato sudamericano con una qualità fotografica, a nostro giudizio, ancora discreta e quindi abbiamo assolutamente voluto proporlo. Abbiamo anche provato a fare una digitalizzazione che mostreremo sabato 29.”.

Genina adatta la brillante commedia teatrale in tre atti di Luigi Chiarelli che aprì la strada al ‘teatro grottesco’. Infatti Meneghelli ha parlato di una rappresentazione della borghesia che aspira a mettere in luce le sue sfaccettature più grottesche ed ha aggiunto che: “pur non essendo un adattamento de ‘Il fu Mattia Pascal’ di Luigi Pirandello, a suo modo, è uno dei migliori adattamenti del romanzo per il cinema.”.

La maschera e il volto è quasi totalmente incentrato sugli ambienti interni di una villa in cui più coppie condividono feste e convivi, ma anche amore, passione e soprattutto onore e dignità. La storia narra di Savina, sposata con Paolo, descritto da tutti come un “Otello” shakespeariano. Savina tradisce il marito con l’avvocato. Quando Paolo lo scopre esilia la moglie fedifraga e dice a tutti di averla uccisa per “non coprirsi di ridicolo”. Genina è estremamente moderno, senza saperlo, nel mettere in luce all’interno del film un dibattito estremamente scottante per i nostri tempi: la violenza sulle donne. La maschera e il volto sintetizzando è una commedia in cui un uomo viene assolto, dalla giustizia e dalla comunità, per aver ucciso una donna, ma che poi potrebbe finire in carcere per aver mentito e quindi non averla uccisa. 

“Come sempre succede, come a me succede guardando i film di Genina rimango sempre piuttosto sorpreso nel rendermi conto della costante novità che rappresenta questo regista” ha detto Meneghelli ed ha aggiunto: “Genina è un regista che io amo molto, ma che continua a sfuggirmi. In altre parole riesco sempre a emozionarmi e ad apprezzare la bellezza dei suoi film presi singolarmente, quando però devo pensare a Genina in termini di politique des autores, ovvero cosa di lui fa un cineasta unico, mi trovo in grandissima difficoltà poiché sfugge costantemente alle categorizzazioni, soprattutto per quanto riguarda il periodo muto.”.

Molti restauri dei film di Genina sono stati completati e alcuni di loro mostrati durante la XXXI edizione del Cinema Ritrovato, sia del periodo muto sia di quello sonoro, come Lucciola (1917), le due versioni di Addio giovinezza! (1918, 1927), L’assedio dell’Alcazar (1940), Lo squadrone bianco (1936) ed altri. Meneghelli ha quindi concluso: “molti altri restauri dovranno essere fatti per cercare di comprendere meglio il mistero del cinema muto di Genina e La maschera e il volto è un altro tassello per farlo”.

Report di Carolina Caterina Minguzzi
Nell’ambito del corso di Alta Formazione per redattore multimediale e crossmediale, nel progetto di formazione della Cineteca di Bologna.