27/06/2019

Intervista a Maria Giulia Andretta: parole che splendono di luce riflessa

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Esattamente cinquant’anni fa l’uomo posava il piede sulla Luna. In occasione di questa ricorrenza è nato Destinazione Luna: un progetto per bambini e ragazzi che, attraverso rassegne cinematografiche, incontri con autori, laboratori e lezioni tematiche hanno guardato alle missioni spaziali e ai viaggi sulla Luna come risultato di una serie di sovrapposizioni tra mondo scientifico e cinematografico. Racconta qualcosa in più Maria Giulia Andretta.

Martedì 25 giugno, ore 18.15, in Sala Cervi è stata presentata la nuova pubblicazione dal titolo Destinazione Luna realizzata dal Dipartimento educativo Schermi e Lavagne, in collaborazione con Maria Giulia Andretta (Università di Bologna) e Sara Ricciardi (Istituto Nazionale di Astrofisica). 

Esattamente cinquant’anni fa, per la prima volta, l’uomo posava il piede sulla superficie lunare compiendo così il famoso “grande passo per l’umanità” che ha cambiato il modo di percepire il mondo e lo spazio oltre di esso. In occasione dell’uscita di questo nuovo libro in cui vengono raccontate le commistioni tra cinema e scienza, abbiamo avuto il piacere di intervistare Maria Giulia Andretta e approfondire il lavoro svolto: 

 

Un brillante percorso accademico, due libri e un lavoro annuale di divulgazione scientifica: da dove nasce questa grande passione per la Luna? 

La passione per la Luna ha delle radici remote nella mia formazione: la prima laurea che ho conseguito è stata in Astronomia e, data la mia grandissima vocazione per la divulgazione e il contatto col pubblico, sapevo che non avrei voluto una vita e una carriera destinata a stare chiusa in un laboratorio di ricerca, ma desideravo qualcosa di diverso. Così ho proseguito gli studi iscrivendomi a Scienze Filosofiche, apparentemente separandomi dalla Scienza ma, in realtà, recuperandola attraverso un percorso di Filosofia della Scienza e della Tecnica. Dopo un master in Comunicazione Scientifica, ho perfezionato la mia carriera con un Dottorato di ricerca in Storia della Scienza e della Tecnica proprio sul cinquantesimo anniversario dalla conquista della Luna. Un argomento caldo che festeggeremo tra pochissimo…quindi la Luna è sempre stata lì, ed era, tra l’altro, l’argomento ideale per mettere insieme la parte tecnica, la parte scientifica, la parte letteraria e il contesto più pop: il cinema, la musica, la moda. 

A questo aggiungo che sono abbastanza nerd e la fantascienza era qualcosa che rappresentava la mia vita parallela all’università. Sul cinema fantascientifico legato alla Luna e ai viaggi di esplorazione c’è davvero molto: pensiamo all’iconica Luna di Méliès di Le Voyage dans la Lune, a 2001: A Space Odyssey di Stanley Kubrick o Guerre Stellari

Io sono una sostenitrice della Luna pop: la luna popolare e questa passa in modo inequivocabile dalla fantascienza. 

 

Parliamo un pò del libro, Destinazione Luna, che presenti oggi: 

Destinazione Luna. Tra racconto scientifico e immaginario cinematografico è un progetto che è stato sviluppato con la Cineteca di Bologna insieme all’’Istituto Nazionale di Astrofisica. Si tratta di un itinerario tra i viaggi che, attraverso il cinema di genere, hanno affrontato in modo diverso la conquista della Luna, ma anche tutta la fantascienza dopo la conquista. Da un punto di vista storico succede che, dal momento che l’uomo sulla Luna ci va veramente, paradossalmente, il genere deve cambiare perché, a quel punto, è la realtà che ha dimostrato di essere ancora più strabiliante dell’immaginazione. Quindi dagli anni ‘70 non si possono continuare a fare film che parlano di viaggi, di conquiste e di esplorazioni ma iniziano ad esserci trame più apocalittiche di guerre inter-lunari e contatti con civiltà extra-terrestri, che sono poi la fantascienza 2.0 della seconda metà del ‘900, e poi, ovviamente, la nuova frontiera che è stata Marte. 

Conquistata la Luna si guarda già oltre ed è ovvio che il cinema, avendo preannunciato tutto ciò che era stato fatto con il  Programma Apollo, ha dovuto anticipare anche quelle che oggi si sono trasformate nelle nuove frontiere. 

Destinazione Luna parte dagli albori, quindi da Méliès, e arriva al cinema contemporaneo. Un viaggio tra i viaggi in cui le scoperte scientifiche hanno portato l’uomo a passeggiare sul suolo lunare e soprattutto a guardare noi e il nostro pianeta da altre prospettive.

 

Passando invece all’aspetto più didattico e formativo...

Il target pensato per questo libro è delle scuole medie, superiori e oltre. La parte dedicata ai bambini si lega ai progetti che sono stati sviluppati in Cineteca a conclusione di un anno di proiezioni e laboratori didattici sul tema dell’allunaggio. Si tratta di una serie di cortometraggi dedicati al viaggio sulla Luna pensati per un pubblico molto giovane, un modo nuovo per avvicinarlo alla tematica astronomica in modo divertente. Nel volume sono stati uniti temi scientifici a contenuti umanistici; dalla prima sperimentazione, famosissima, del razzo-proiettile conficcato nell’occhio della Luna per arrivare alle prime collaborazioni tra ingegneria aerospaziale e case cinematografiche, che con Fritz Lang, prima, e poi con Kubric trovano la loro massima espressione. Scopriamo, ad esempio, scienziati al servizio di case cinematografiche come nel film di Frtiz Lang, Frau the Moon (1929), dove il regista tedesco si avvalse della consulenza del fisico Hermann Oberth, pioniere della missilistica e dell’astronautica o nel più recente Interstellar (2014) Christopher Nolan ingaggia il Premio Nobel per la fisica Kip Thorne per immaginare e simulare il buco nero Gargantua.

 

Cinema e luna: un sodalizio intellettuale che dura dagli albori della settima arte. Cosa pensi che possano imparare i bambini (ma anche gli adulti) da questo? 

Quella che secondo me è una delle eredità più grandi dell’Impresa Luna, e dell’impresa Spazio in generale, è lo spirito con il quale tutto questo è avvenuto. Immaginare che negli anni ‘60, con le controversie di ideale che ci sono state, si è stati coraggiosissimi nel decidere di affrontare delle missioni così ardite, correndo rischi veramente elevati. Andare nello spazio era rischioso, era costoso e ovviamente la presenza della variabile uomo complicava inevitabilmente tutti i processi decisionali. L’eredità più grande è lo spirito, questo sentimento di valore e il coraggio di accettare la sfida. Una competizione tra due superpotenze che però si è rivelata essere una competizione positiva perché ha portato a cose grandi. Forse questa è l’eredità più preziosa che a cinquant’anni ci arriva da Apollo: l’idea che, mettendo insieme scienziati, ingegneri, registi, poeti, scrittori, musicisti si possano fare cose grandi. Ed è qualcosa che dovremmo ricordarci soprattutto nel mondo contemporaneo.

 

Progetti futuri? 

Il 20 Luglio (anniversario della missione di Neil Armstrong) sarò negli Stati Uniti perché, tramite una serie di congiunzioni astrali, ho avuto i VIP pass per gli eventi della NASA quindi vivrò, non l’allunaggio, ma la rievocazione di ciò che è accaduto esattamente cinquant’anni fa.

A conclusione di questa stimolante chiacchierata non ci resta che riflettere sulla realtà capace di superare l’immaginazione e domandarci quali saranno le prossime conquiste.

Intervista di Carolina Martin e Giulia Conti
Nell’ambito del corso di Alta Formazione per redattore multimediale e crossmediale, nel progetto di formazione della Cineteca di Bologna.

Maria Giulia Andretta