07/05/2020

Il Cinema Ritrovato | Fuori Sala #9

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“Mano a mano che si fa giorno, attorno al carrozzone la vita prende lo stesso aspetto
che ha nelle case di mattoni vicine, quelle che non si muovono mai.

E solamente nella piccola arena si fanno i lavori più strani: i salti, gli allenamenti, le prime acrobazie dei bambini, le prove dei movimenti del ballo della Pina, movimenti che si è inventata da sola, in un ingenuo e patetico tentativo di portare nel breve spettacolo della sera una nota moderna e magari un poco peccaminosa”.

 

Nona puntata della rubrica online “Il Cinema Ritrovato | Fuori Sala”, alla scoperta di piccole perle di cinema conservate nei nostri archivi (guarda gli episodi precedenti).

Per questo nuovo appuntamento ritorniamo nel bolognese, nel 1960: lo facciamo con il documentario breve Piccola arena Casartelli di Aglauco Casadio. Dopo l’esuberanza di un personaggio come Osiride Pevarello ci troviamo qui di fronte al ritratto, raccolto e dimesso, di un piccolo circo a conduzione familiare che si sposta da un nucleo all’altro della Bassa bolognese, con il suo nomade presente e il suo tragico passato.
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Guarda l’introduzione e i due corti cliccando sull’immagine:


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Aglauco Casadio è una delle grandi figure dimenticate del nostro cinema. Ogni tanto ricompare il suo film decisamente più noto, Un ettaro di cielo (1958), originale esempio di tardo neorealismo con dolenti venature surreali, scritto assieme a Tonino Guerra (al suo esordio nel cinema), Elio Petri ed Ennio Flaiano. Nonostante la presenza di Marcello Mastroianni e Rosanna Schiaffino, un bell’insuccesso, che marca in negativo la carriera del regista. Casadio si rifugia nel documentario breve, senza rimorsi apparenti (“avevo a che fare con due o tre persone al massimo, e la cosa mi piaceva, mi piaceva raccontare la realtà”, rivelò in un’intervista). Prima di dedicarsi esclusivamente alla poesia (il suo primo amore), di documentari ne girerà una quarantina, attraversando argomenti variegati, spesso legati al mondo dell’arte del Novecento (altra sua grande passione, Casadio fu anche critico d’arte), con risultati eccellenti. 

Tra i suoi lavori più notevoli, tutti realizzato attorno al 1960: Un cane al giorno, Paludi, Appena ieri, Maestrine, La ferriera abbandonata. E questo Piccola arena Casartelli. Pochi altri film hanno saputo calare con tanta dolcezza il circo nella malinconia della vita di provincia. Siamo nella campagna della Bassa bolognese. La minuta compagnia pianta il tendone davanti alla chiesa dei SS. Filippo e Giacomo Ronchi, nella frazione di Mezzolara. Quello che dovrebbe essere un mondo gioioso e sfavillante appare intriso di un sentimento luttuoso, una macchia in fondo al cuore che non può essere lavata. Neanche quando la carnosa Pina si esibisce per lo scarno pubblico nella danza orientale di sua invenzione, per dare allo spettacolo “una nota moderna e un poco peccaminosa”. Eppure bisogna andare avanti, consapevoli che l’esistenza è precaria come un numero acrobatico. Marcello, il capofamiglia, sui trampoli che lo portano ad allontanarsi in controluce nel tramonto, è una cicogna venuta da lontano. Migra su questa terra, ogni tanto si posa, un giorno toccherà l’orizzonte.

Andrea Meneghelli

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Rubrica a cura del direttore della Cineteca Gian Luca Farinelli e del responsabile dell’Archivio Pellicole Andrea Meneghelli.