09/04/2020

Fuori Cinema | Film in TV (ma da vedere) _ venerdì 10 aprile

Sorry, this entry is only available in Italian. For the sake of viewer convenience, the content is shown below in the alternative language. You may click the link to switch the active language.

Nuova cinquina di visioni imperdibili sulla giornata di venerdì 10 aprile, a partire dal capolavoro di Ermanno Olmi, L’albero degli zoccoli, ambientato in una terra, quella bergamasca, tra le più colpite dall’emergenza sanitaria che stiamo vivendo oggi:

p

IL GRANDE DUELLO (1972, 98 min) di Giancarlo Santi
[Rai Movie (canale 24), ore 14.10]

Nei confronti dello spaghetti-western di cui è considerato il padre, Sergio Leone si divertiva a comportarsi da bounty killer: più o meno, lo considerava il frutto di una masnada di lavativi senza gusto. A torto? A ragione? Ci sottraiamo dal dibattito limitandoci a consigliarvi questo piccolo classico del genere, arrivato sugli schermi quando il western italiano era sulla via del tramonto ma capace nel tempo di conquistarsi uno zoccolo buono di estimatori (compreso Tarantino, che ne ha usato la colonna sonora, scritta da Luis Bacalov, per Kill Bill). Il legame con Leone appare inevitabile, se scorriamo il pedigree di Santi: valente aiuto regista di autori del calibro di Marco Ferreri, Glauber Rocha, Michelangelo Antonioni e, appunto, Sergio Leone. E poi c’è Lee Van Cleef, con quella sua aria imperturbabile da supereroe cinico. La storia, tutta incentrata sulla vendetta e sui flashback ritornanti, non brillerà forse di originalità, ma il film funziona e ci appassiona. E il duello finale, come promesso dal titolo, non è per niente male.
(A.M.) 

Approfondimenti

Giancarlo Santi spara a zero su Quentin Tarantino;  una recensione in francese.

L’ALBERO DEGLI ZOCCOLI (1978, 186 min) di Ermanno Olmi
[Rai 3 (canale 3), ore 21]

Cannes 1978, Palma d’Oro: L’albero degli zoccoli di Ermanno Olmi, affresco sui mezzadri bergamaschi di fine Ottocento, parlato nel dialetto locale. Secondo l’illustre critico Morando Morandini, L’albero degli zoccoli “è il più grande film italiano degli anni Settanta, e l’unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi virgiliani: labor, pietas, fatum”. Rispettando alla lettera le memorie famigliari, e rifacendosi inoltre alle emozioni suscitate dalla lettura in giovane età dei Promessi sposi di Alessandro Manzoni, Olmi ha ricreato minuziosamente esteriorità e interiorità d’un universo scomparso. Il lavoro straordinario di questo one-man-band, che controlla luci, costumi, intonazioni, rumori, macchina da presa, natura e tutto quanto il resto, è stato documentato giorno per giorno sul set da Lella Lugli, la sua assistente, tramite un copione-bibbia a molteplici strati.
(Lorenzo Codelli dal catalogo del festival Il Cinema Ritrovato 2016)

Approfondimenti

L’incontro con Alice Rohrwacher e gli attori del film per festeggiare i 40 anni del capolavoro di Ermanno Olmi.

p

C’EST LA VIE – PRENDILA COME VIENE (2017, 117 min) di Eric Toledano, Olivier Nakache
[Rai Movie (canale 24), ore 21.10]

Olivier Nakache ed Éric Toledano, duo registico d’oro del cinema francese, autori nel 2011, di Intouchables (Quasi amici), enorme successo internazionale, tornano a far ridere milioni di spettatori con C’est la vie, commedia francese che ricorda molto le commedie all’italiana degli anni Sessanta, storia corale, feroce e tenera, con gag che si susseguono senza soluzione e un cast d’eccezione dove attori di diversa esperienza ed età danno vita a un microcosmo di tipi e situazioni esilaranti. Su tutti l’immenso Jean-Pierre Bacri che ritroviamo, finalmente, nella sua umanità senza sorriso, in un ruolo, a lui perfettamente congeniale, di un non eroe, attorno al quale la commedia si costruisce. È un film che fa bene, alla fine avrete riso e vi sentirete più leggeri.
(GL.F.)

Approfondimenti

Il pressbook con una lunga intervista ai registi; la critica italiana: Paolo Mereghetti, Roberto Nepoti e Marzia Gandolfi.

p

VIAGGIO SOLA (2013, 85 min) di Maria Sole Tognazzi
[Rai Movie (canale 24), ore 23.10]

Elegante e discreta, scende nei grandi alberghi, stila una pagella, la consegna a una guida senza nome, ma che parrebbe autorevole quanto la Michelin. Guadagna poco, vive alla grande. In realtà dice di sé “non ho una vita”, ma non è vero: c’è un ex compagno ora affidabile amico, una sorella svanita e simpatica, nipotine, incontri. Ogni tanto un incidente configura il fantasma della solitudine, ma poi il viaggio riprende. Senza quasi una trama, con dialoghi sommessi, Maria Sole Tognazzi ha firmato una delle pochissime commedie italiane di classe degli ultimi dieci anni (scritta con Ivan Cotroneo e Francesca Marciano, interpretata benissimo da Margherita Buy). Circola il soffio delle vere relazioni umane, appena trasfigurate in modo gentile e non posticcio. E un che di incompiuto, di sospeso, ma in senso buono: alla fine, di questi personaggi vorremmo sapere di più, sapere dove la strada li porterà. Viaggio sola sa di abbrivio, di pilot, di prova generale: poteva essere l’inizio di una gran bella serie.
(Camere d’albergo, spa, colazioni a capofitto sulla campagna toscana, Parigi, Gstaad, Marrakech, tapis roulants d’aeroporto. Tutto molto inattuale. Il mondo come andava, e come vorremmo ricominciasse a girare).
(P.C.)

Approfondimenti

Sito ufficiale con pressbook, note di regia, photogallery e trailer; backstage; video-intervista a Maria Sole Tognazzi, Stefano Accorsi e Margherita Buy; piccola antologia della critica italiana.
Il film disponibile anche in podcast su Rai Play.

p

EX LIBRIS – THE NEW YORK PUBLIC LIBRARY (2017, 197 min) di Frederick Wiseman [in streaming su Rai Play fino a sabato 11 aprile]

Dietro le quinte di una delle più grandi istituzione del sapere del pianeta. Dopo Berkley University e la National Gallery, l’indomito enciclopedista Wiseman racconta un’altra della grandi centrali della conoscenza americana, virtuoso esempio di sinergia fra pubblico e privato, luogo democratico di scambio culturale, apprendimento, e inclusione per milioni di utenti fisici e virtuali. Ancora una volta l’approccio è corale e nel poderoso caleidoscopio di sguardi e discorsi che compongono la narrazione troviamo di tutto, dalle riunioni del consiglio di amministrazione a riflessioni su divario digitale, poesia e schiavismo, dai gruppi di lettura alle performance di artisti e alle tante occasioni di formazione e accoglienza per bambini, disoccupati, migranti, disabili, dropout. La presenza del regista – non certo neutra (“faccio film parziali, pregiudiziali, manipolatori, ma giusti”) -, si nasconde dietro un montaggio sapiente, escludendo commenti fuori campo, didascalie o sottopancia: a parlarci sono unicamente le immagini, e i suoni in presa diretta, i luoghi, gli oggetti, ma soprattutto le persone con voci, espressioni e gesti eloquenti. In attesa della riapertura di tutte le biblioteche, un film magnifico e progressivo: non perdetelo!
(A.C.)

Approfondimenti

Wiseman al lido Venezia: la presentazione di Ex-Libris e il Leone d’Oro alla carriera; pressbook con intervista al regista; recensioni su Cineforum.it, “Doppiozero” e, ça va sans dire, su “New Yorker” e “New York Times”.

p

Selezione titoli, commenti e approfondimenti a cura di Alessandro Cavazza, Paola Cristalli, Gian Luca Farinelli, Andrea Meneghelli.