24/03/2020

Fuori Cinema | Film in TV (ma da vedere) _ mercoledì 25 marzo

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I must-see dai palinsesti televisivi (e non solo) di mercoledì 25 marzo, tra musicarelli, classici melò, documentari, cinema italiano d’antan e contemporaneo:

URLATORI ALLA SBARRA (1960, 82 min) di Lucio Fulci
[Rai Movie (canale 24), ore 10.20]

Nel 1960, o giù di lì, andava in scena la querelles des anciens et des modernes della canzone italiana. Quando il Festival di Sanremo era una sequenza ininterrotta di canzoni meravigliose, succedeva che lo vincessero Renato Rascel e Tony Dallara, con una doppia versione, romantica o urlata, di… Romantica, appunto! O che potesse esordire con un paio di pezzi una men che ventenne Mina. Mina che ritroviamo, in quello stesso 1960, con Adriano Celentano (e Chet Baker, non dimentichiamolo) protagonista di un musicarello che è quasi un manifesto. E voi? Siete romantici o urlatori?
(A.R.)

Approfondimenti

Intervista di Sergio Germani a Lucio Fulci.

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COME FOGLIE AL VENTO (Written on the Wind, 1956, 92 min) di Douglas Sirk
[Rete 4 (canale 4), ore 16.40]

Una macchina di lusso sfreccia a tutta velocità in piena notte nelle strade deserte del Texas. A guidarla c’è Kyle, figlio tormentato e alcolizzato di un miliardario. Viaggia libero verso l’autodistruzione, ma libero non è mai stato, il paesaggio è costellato dei pozzi di petrolio del padre, simbolo della sua costrizione fatale, diritto di nascita.

Arrivato a casa, spalanca la porta, mentre le foglie secche gli vorticano intorno. In montaggio alternato gli altri abitanti della dimora, la sorella, la moglie e il miglior amico di Kyle si svegliano preoccupati, presentati di volta in volta da insolitamente grandi titoli di testa che svelano i nomi degli attori: Robert Stack, Rock Hudson, Lauren Bacall, Dorothy Malone, bellissimi.
È il celeberrimo incipit di uno dei grandi melò della storia del cinema, che ne racchiude in due minuti il senso e lo stile. Fiammeggiante, barocco, eccessivo, è un film che brucia il rischio dell’effetto soap opera a colpi di audacia stilistica e raffinatezza simbolica. 
Se volete capire cosa si intende quando si dice che il cinema classico era “Bigger Than Life”, nessun film è più adatto di questo.
(C.T.)

Approfondimenti

La scheda di Spietati.it; dal programma del Cinema Ritrovato 2017, l’approfondimento di CinefiliaRitrovata.it; la lettura di CineLapsus.com.

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BOMBSHELL – LA STORIA DI HEDY LAMARR (2017, 88 min) di Alexandra Dean
[LA EFFE (canale SKY 135), ore 21.10]

Prodotto da Susan Sarandon, questo documentario racconta la vita di Hedy Lamarr nata a Vienna, divenuta attrice teatrale, poi cinematografica, a lei si deve il primo nudo integrale in Estasi, del regista ceco Gustav Machaty, nel quale simula perfino un orgasmo, emigrerà a Hollywood dove sarà la diva più bella, ma anche l’inventrice di un sistema di comunicazione che oggi è alla base dei sistemi WiFi, GPS, Bluetooth.
(GL.F.)

Approfondimenti

Il trailer del documentario; l’approfondimento dagli archivi della Cineteca; il trailer di Exstase.

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L’ARCIERE DI FUOCO (1971, 107 min) di Giorgio Ferroni
[Rai Movie (canale 24), ore 5 della notte tra mercoledì e giovedì]

Di Giorgio Ferroni si parla poco. Riscopriamolo con questa gustosa rivisitazione di Robin Hood affidata all’estro di Giuliano Gemma. Qualche buon motivo per non pentirsene: la regia netta ed essenziale, i frequenti rimandi alla pittura del Medio Evo, il mix di generi che attinge anche al western e al peplum. Un autorevole critico tedesco (Olaf Möller) ha scritto: “All’epoca L’arciere di fuoco dev’essere sembrato al contempo antico e stranamente moderno, come uscito da una fenditura nel tempo”. Mica male per un “semplice” film d’avventura.
(A.M.)

Approfondimenti

Un ritratto biografico di Giorgio Ferroni e una microstoria di Robin Hood al cinema.

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LE MERAVIGLIE (2014, 100 min) di Alice Rohrwacher
[Disponibile su Raiplay]

Traendo spunto dalla propria autobiografia, l’opera seconda di Alice Rohrwacher ci trasporta in un’estate afosa di un imprecisato anno dei Novanta, fin dentro alle vite di un apicultore e delle sue quattro figlie. È un microcosmo contadino e arcaico, quello su cui indugia a distanza ravvicinata la regista: scandito dalla cura delle arnie, dalla raccolta dei pomodori, dai giochi a piedi nudi nei campi. Una poesia umana di rara bellezza, che come nel cinema di Ermanno Olmi, più volte invocato dall’autrice, scaturisce dalla luce, dai suoni, dagli incarnati. 

Le meraviglie coglie questo mondo (fin qui difeso dai figli delle contestazioni degli anni Sessanta e Settanta), un attimo prima della sua dissoluzione, fagocitato dall’implacabile avanzata delle televisioni commerciali e dell’economia di massa.  Un’opera personalissima che conferma con forza la visione cinematografica e la dimensione poetica della sua autrice, premiata al festival di Cannes 2014.
(C.C.)

Approfondimenti

Sofia Coppola intervista Alice e Alba Rohrwacher (New York Times); La mia passione per il cinema | Conversazione con Alice Rohrwacher alla Scuola Holden (ottobre 2015); estratto da: Le rupi del vino (Italia, 2009) Ermanno Olmi.

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Selezione titoli, commenti e link approfondimenti a cura di Cecilia Cenciarelli, Gian Luca Farinelli, Andrea Meneghelli, Andrea Ravagnan, Carlo Tagliazucca; contributo agli approfondimenti di Michela Zegna.