06/04/2020

Fuori Cinema | Film in TV (ma da vedere) _ martedì 7 aprile

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La cinquina di consigli sui programmi di martedì 7 aprile si apre con un omaggio a Francis Ford Coppola in occasione del suo compleanno. Da non perdere però anche il resto della lista, dove troverete cinema italiano e arabo-francese contemporaneo, ma anche un cult nostrano dedicato alla classe operaia e una parodia riuscitissima di Ladri di biciclette.

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IL PADRINO
(The Godfather, 1972, 175 min) di Francis Ford Coppola
[Disponibile su Netflix]

Primo capitolo della più solida saga prodotta dal New American Cinema, estranea rispetto allo spirito del tempo per il suo extrabudget e il suo respiro kolossal. Complice della portentosa macchina narrativa congegnata da Mario Puzo, Coppola evoca una versione ambigua e romantica della mafia italoamericana, la mitizzazione amorale della Famiglia d’un tempo che fu. Una delle più pure tragedie messe in scena dal cinema moderno, storia di padri e figli, di controverse eredità del crimine, di offerte (e ricatti, e destini) che non si possono rifiutare. Marlon Brando e Al Pacino in vertiginoso cortocircuito edipico.
(P.C.)

Approfondimenti

La lezione di Francis Ford Coppola al Cinema Ritrovato e scheda sul doc Il fischio di famiglia, presentato al festival “paradiso dei cinefili” della Cineteca di Bologna.

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LADRI DI SAPONETTE (1989, 89’ min) di Maurizio Nichetti
[Cine 34 (canale 4), 17.35]

Che magnifica sorpresa ritrovare questo gioiello nella programmazione televisiva! Maurizio Nichetti, autore finissimo e poeta scanzonato della parola e dell’immagine, con questo film ci immerge nell’atmosfera edonistica degli sfrenati anni Ottanta, quando l’entrata in scena delle TV libere sancì definitivamente la supremazia degli spot pubblicitari sul cinema via cavo.
Parodia riuscitissima del capolavoro neorealistico di Vittorio De Sica, Ladri di biciclette (1948), Nichetti mette in scena un film nel film, in cui il bianco e nero della vicenda (fedelissima, se pur rovesciata, all’originale) viene a poco a poco invasa dai colori sgargianti e dai personaggi della pubblicità che entrano di prepotenza nel racconto, scombinandolo irreversibilmente. Geniale e oggi commovente il cameo in cui Nichetti stesso nel ruolo del regista presenta la sua opera accanto al grande critico scomparso nel 2014, Claudio G. Fava, che si prestò a questo umoristico gioco delle parti. Comicissima Lella Costa nel ruolo della nevrotica e petulante segretaria dell’emittente. 
A sancire la bontà dell’operazione, il compositore della colonna sonora è il figlio di Vittorio De Sica, Manuel.
(M.Z.)

Approfondimenti

Recensione di Sentieri selvaggi e l’archivio di Vittorio De Sica.

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LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO (1971, 112 min) di Elio Petri
[Cine 34 (canale 34), ore 21.10]

Fin dalla prima proiezione, in anteprima, alla Mostra internazionale del cinema libero a Porretta Terme, suscitò le più aspre polemiche, Jean Marie Straub prese il microfono e chiese che tutte le copie fossero immediatamente bruciate. Visto oggi è uno dei pochissimi film italiani a raccontare il lavoro operaio e la fabbrica dal punto di vista di un operaio. Sono gli anni del boom, ma anche delle contestazioni e degli scioperi. Al centro del racconto l’alienazione del lavoro alla catena di montaggio, ma anche la pavidità del sindacato e l’approccio solo teorico degli studenti. Visto oggi colpisce per il coraggio di Elio Petri, che assieme al suo sceneggiatore Ugo Pirro, sperimenta nuove strade espressive e stilistiche tra realismo e metafisica. Gli attori sono tutti superlativi, a cominciare da Volonté, come la colonna sonora di Morricone che qui coniuga le sue due anime d’artista, quella di ricerca con quella spettacolare. Grand Prix a Cannes ex aequo con Il Caso Mattei.
(GL.F)

Approfondimenti

Il lavoro sulla sceneggiatura del film, secondo atto della cosiddetta “Trilogia del potere”.

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UOMINI DI DIO (Des hommes et des Dieux, 2009, 122 min.) di Xavier Beauvois 
[Tv 2000 (canale 28), ore 21.10]

Non c’è da stupirsi se Uomini di Dio, oltre ad aver vinto il Gran premio della giuria a Cannes 2010, ha conquistato la Francia laica. Non c’è da stupirsi, se non del cuore dell’uomo, che sempre cede e si inchina davanti alla bellezza.
L’unica concessione di questo capolavoro che tende al cinema di Robert Bresson e che racconta la storia vera di sette monaci trappisti uccisi in Algeria nel 1996, è forse nel titolo originale Des hommes et dex Dieux, Uomini e Dei. Per una volta, la traduzione italiana (Uomini di Dio), rende maggior giustizia, perché lo sguardo del regista è volto unicamente al dramma di questi uomini che hanno scelto di entrare in monastero “per vivere, non per morire” e insieme sono vocati al martirio. Per amore di Cristo, talmente amato e presente, che si può gridare a Lui “non mi abbandonare, aiutami”.
(M.N.)

Approfondimenti

Il pressbook con approfondimenti sui personaggi reali a cui il film è ispirato; la recensione su Gli Spietati – Rivista di cinema online; il film è citato inoltre nell’editoriale della rivista Cahiers du cinema, n°659, settembre 2010.
In francese: intervista a Michael Lonsdale, frère Luc nel film.

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LA TENEREZZA (2017, 103 min) di Gianni Amelio
[Rai Movie (canale 24), ore 01.25]

Un vecchio avvocato. Onesto quanto la vita gli ha consentito di essere. Due figli ai quali, per sua ammissione, ha smesso di voler bene. Il figlio indifferente raccatta soldi dove può, la figlia mediatrice culturale non abbandona il padre “perché è un padre”. Una giovane famiglia di vicini di casa irrompe con allegria. Lei è di una dolcezza quasi caricaturale, lui un bravo ragazzo con qualche sfumatura nervosa. Bambini come cuccioli sguinzagliati su un precipizio. Poi l’impensabile. Gianni Amelio costruisce un film algido e potente rovesciando la prospettiva drammatica: la tragedia nel secondo piano, una lacerazione dello sfondo, una slabbratura del racconto; in primo piano la noia di essere vecchi, di essere soli, di rovistare dentro se stessi cercando affetti che non ci sono più. Napoli è fatta di androni e appartamenti di nobiltà sgualcita e di corsie d’ospedale di nitore svizzero. Renato Carpentieri in una maestosa prova d’attore, che Amelio sorregge con complicità quasi impudica. Il titolo sa di amara ironia, ma forse l’ultima immagine rimanda al fuoricampo una faticosa speranza.
(P.C.)

Approfondimenti

Gianni Amelio e Renato Carpentieri presentano il film al Bobbio Film Festival; antologia della critica; intervista a Gianni Amelio su Cineforum; videointerviste al regista e a Elio Germano e Micaela Ramazzotti; una puntata di Hollywood Party dedicata al film. 

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Selezione titoli, commenti e link approfondimenti a cura di Alessandro Cavazza, Paola Cristalli, Gian Luca Farinelli, Marcella Natale e Michela Zegna.