03/04/2020

Fuori Cinema | Film in TV (ma da vedere) _ lunedì 6 aprile

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Western (classico e contemporaneo/”al femminile”), musical, thriller, commedia. Un inizio di settimana cross-genre per la nostra rubrica dedicata ai consigli di visione in TV (e sulle piattaforme online). Cinque titoli (con commenti e link di approfondimenti) per orientarsi nella programmazione di lunedì 6 aprile:

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IL GRANDE CIELO (The Big Sky, 1952, 140 min) di Howard Hawks
[Rai Movie (canale 24), ore 17.15]

Secondo western di Howard Hawks, western che s’immerge nella profondità della natura americana, si snoda lungo il corso del fiume Missouri, s’inoltra tra i boschi. Solca il fiume un battello che porta verso nord un gruppo di cacciatori di pelli. Tra loro, uomini di vocazione nomade e di spiccata dedizione alcolica, ci sono i giovani amici Kirk Douglas e Dewey Martin. La trama è sovraccarica di eventi e personaggi (pur nell’ordinata distribuzione tra i giorni e le notti, principio hawksiano che raggiungerà una sorta di perfezione metafisica in Hatari!): sono indiani e bianchi, l’utopico incontro di civiltà da cui dovrebbe nascere l’America (“un paese così grande che solo il cielo è più grande”). Poi una principessa nativa conquista il cuore di entrambi i giovani amici – o forse non proprio. A chi gli chiedeva della latenza omosessuale che si anniderebbe in tanti racconti del West, Hawks rispondeva: “Tutte sciocchezze. La semplice verità è che non c’è sentimento più forte dell’amicizia tra due uomini”.
(P.C.)

Approfondimenti

Un prezioso video promozionale sulle location e il making of; una recensione d’epoca sul “New York Times”; analisi del film su DvdClassic (in francese); la retrospettiva Howard Hawks al Cinema Ritrovato 2011; dai “Cahiers du cinéma”: Rivette esalta il genio di Hawks; tradotto in inglese, l’articolo di Maurice Schérer (alias Éric Rohmer) sul film.

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GREASE – BRILLANTINA (1978 106 min) di Randal Kleiser
[Sky Cinema Due, ore 15.05]

Lo abbiamo visto tutti decine di volte, ma forse la visione più memorabile rimane quella in Piazza Maggiore nel 2018, introdotta dalla coreografa Patricia Birch (piccola curiosità: Patricia è la madre di Peter Becker, patron di Criterion, geniale editore e distributore statunitense) . Rivediamolo ancora una volta tutti insieme, ma separatamente, per ricordare quella magica serata. Vederlo a casa almeno un vantaggio ce l’ha: libertà totale di stonare sul brano preferito e anche, da bravi italiani, di storpiare le parole a piacimento.
(R.M.)

Approfondimenti

Lezione di Patricia Birch al Cinema Ritrovato 2018; scheda del film dal catalogo del Cinema Ritrovato e cartolina della serata in Piazza; speciale di Cinefilia Ritrovata.

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LA CONGIURA DEGLI INNOCENTI (The Trouble with Harry, 1955, 99 min) di Alfred Hitchcock
[Sky cinema suspance (canale Sky 306), ore 00.50]

Nella lunga conversazione tra Alfred Hitchcock e François Truffaut da cui nascerà un libro che ha fatto storia (Il cinema secondo Hitchcock), il maestro del brivido rivelò di essere molto affezionato a questo film perché gli offrì l’opportunità di raccontare una storia dallo “humor macabro, un genere tipicamente inglese”. Gli sgargianti colori autunnali delle foreste del Vermont, fanno da contrappunto alla paradossale vicenda; il cadavere di un uomo viene ritrovato sulla collina vicino al paese di Highwater e alcuni dei suoi abitanti sono convinti di averlo ucciso. D’accordo con la vedova Jannifer (interpretata dall’esordiente Shirley Maclaine) che si sente addirittura sollevata dalla morte dell’ex marito, il drappello di potenziali assassini, decide di nascondere il cadavere alle autorità. Hitchcock racconta che “tutto l’umorismo del film nasce da un unico meccanismo, sempre lo stesso, una specie di flemma esagerata: si parla del cadavere come se si trattasse di un pacchetto di sigarette”. Inaccettabile per la mentalità americana; anche a causa della colonna sonora di Bernard Hermann che rifà il verso a Prokofiev, rinnegando il classico impianto tonale della musica della cinematografia hollywoodiana (Roberto Pugliese). Il film ebbe scarso successo negli Stati Uniti, ma come ricorda Truffaut, in Francia fece il tutto esaurito.
(M.Z.)

Approfondimenti

Il sodalizio tra regista e compositore.

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VIA CASTELLANA BANDIERA (2013, 90 min) di Emma Dante
[Disponibile su Raiplay]

Festeggiamo il compleanno di Emma Dante, con il lungometraggio d’esordio di una grande autrice e regista teatrale. Una delle opere prime italiane più personali e potenti degli ultimi dieci anni. Emma Dante scrive un romanzo da cui trae questo teatro da camera dentro l’abitacolo di un’auto, anzi due: in una mette se stessa e Alba Rohrwacher, nell’altra Elena Cotta. Il risultato è un western interiore, femminile, arcaico e contemporaneo. Via Castella Bandiera è un vicolo di Palermo e un cosmo collettivo di rabbie, ardori, cuore. Elena Cotta, meritata Coppa Volpi a Venezia per la migliore interpretazione, trabocca contenuti in una parte interamente muta. Ma tutte le protagoniste sostengono un film di messinscena essenziale, ed energia sottotraccia devastante.  (M.P.)

Approfondimenti

Dal sito di Emma Dante; il trailer del film dal sito della produzione Vivo Film.

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VICTOR VICTORIA (1982, 132 min) di Blake Edwards
[Disponibile su Chili; in programma anche mercoledì 8 aprile, La7d (canale 29), ore 21.30]

Se siete tristi, se avete dubbi sul genere umano, se non l’avete mai visto, se l’avete visto molte volte, è venuta l’ora di sedersi e lasciarsi portare alla felicità da Victor Victoria, una delle più belle commedie musicali di sempre, remake di un film tedesco del 1934. Il soggetto non è inedito, gioca sull’equivoco e sul travestitismo, ma è uno dei capolavori di Blake Edwards (che ha diretto film divenuti classici come Colazione da Tiffany, Pantera rosa, Hollywood Party). Tutto concorre alla perfezione: le scenografie anni trenta di una finta Parigi, il ritmo scintillante, la musica e le canzoni di Henri Mancini e Leslie Bricusse (meritarono l’Oscar), il cast perfetto; la coppia Edwards – Julie Andrews, 41 anni di matrimonio, otto film assieme, raggiungono, qui, il sublime.
(GL.F.)

Approfondimenti

Recensioni: Vincent Canby, Roger Ebert e una nota di Dave Kehr; Placido Domingo e Cher consegnano l’Oscar la miglior colonna sonora a Henry Mancini and Leslie Bricusse; l’originale tedesco del 1934; una sintetica dispensa sul cross-dressing cinema.

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Selezione titoli, commenti e link approfondimenti a cura di Alessandro Cavazza, Paola Cristalli, Gian Luca Farinelli, Rossana Mordini e Michela Zegna.