Cinefilia Ritrovata, focus su: musicare un film dal vivo, ‘Montparnasse19’ e Albert Pierru

Tra i mestieri del cinema, c’è quello del compositore di musiche per film. Al Cinema Ritrovato, i quattro professionisti del settore presenti alla conferenza su questo tema, hanno  sollevato questioni nuove  – o meglio, questioni che varrebbe la pena sviluppare nel dibattito internazionale attuale – e, allo stesso tempo, hanno vivificato riflessioni che già fanno parte della tradizione che riguarda le teorie sulla musica per il cinema.
Continua a leggere il pezzo di Marianna Curia.

La regia di Montparnasse 19 doveva inizialmente essere affidata a Ophüls, che sperava di rifarsi del fiasco al botteghino di Lola Montès con un biopic sull’ultimo anno di vita di Modigliani. Poco prima dell’inizio delle riprese il cineasta tedesco si ammala gravemente, e dopo alcune titubanze Becker accetta di sostituirlo, con l’unica condizione di poter rimaneggiare completamente il copione. I numerosi tagli (la scena del suicidio della moglie di Modigliani, le sequenze sulla prima guerra mondiale) generano non pochi contrasti con lo sceneggiatore Jeanson, che vede i suoi dialoghi verbosi e un po’ letterari asciugarsi fino all’osso.
Continua a leggere il pezzo di Maria Sole Colombo.

Nei cortometraggi di metà anni Cinquanta di Albert Pierru è sintetizzato il movimento in levare di un pittore della scena capace di restituire tutte le sfumature musicali del jazz attraverso la stretta comunicazione tra immagine e suono. Non è facile raccontare le imprese di un artigiano della settima arte, sperimentatore ardito ed estroso avanguardista d’oltralpe. Il francese, autore invisibile che fu cinefilo accanito e cineasta dilettante, si ispirò per i suoi film “senza macchina da presa” ai cartoni animati del regista scozzese Norman McLaren, riuscendo a concretizzare nelle esplosive messe in quadro schizzate in ogni direzione sul ritmo del jazz, l’euforia scintillante delle note impazzite, graffiando e dipingendo egli stesso la pellicola in 16 mm.
Continua a leggere il pezzo di Vincenzo Palermo.