Cinefilia Ritrovata, focus su: Griffith e ‘Narayama Bushiko’

Tratto dal romanzo di Shichirō Fukazawa, Narayama Bushiko racconta la storia di Orin, un’anziana donna e di una peculiare tradizione del suo villaggio. In questo luogo senza tempo perduto tra le montagne, a tutti quelli che abbiano compiuto settant’anni spetta l’onere di ritirarsi sulla montagna di Narayama, ad attendere la morte. La recitazione teatrale è accompagnata da una narrazione cantata con sottofondo musicale sulla caratteristica scala pentatonica. L’uso della scenografia fa dubitare di trovarsi su un set, che si adatta al susseguirsi delle stagioni. Diversamente, le luci cambiano colore e vengono usate come veri e propri fari teatrali. I rami degli alberi fungono da apertura di sipario, gli sfondi colorati vengono fatti cadere per aprire la scena su un nuovo fondale.
Continua a leggere il pezzo di Eugenia Carraro.

Capolavoro del muto, Intolerance torna in sala in una copia da 198 minuti proveniente dal MoMa di New York. Impreziosito dall’accompagnamento di Donald Sosin e Neil Brand al piano, sostenuti dalle ritmiche frizzanti di Frank Bokius, la grande predica di Griffith torna a stupire ed emozionare.
Quattro storylines differenti si intrecciano intorno al tema dell’intolleranza, indicata come responsabile dei momenti più bassi della storia umana. A Babilonia ha luogo il grande scontro tra i sacerdoti di Ishtar e Baal,  a Gerusalemme i farisei discriminano Cristo, nella Francia rinascimentale scoppia la faida tra cattolici e ugonotti e, all’inizio del secolo scorso, un giovane è costretto a lottare contro il moralismo imperante della società. Alcuni vincono e altri perdono, mentre la Storia continua a vigilare sulla culla ondeggiante che custodisce il domani.
Continua a leggere il pezzo di Gregorio Zanacchi Nuti.