#documentario

28/06/2018

Il responsabile del dipartimento di restauro della Cinématèque Française Harvé Pichard ha presentato L’Héritage de la Chouette, documentario di Chris Marker. “Ci siamo concentrati sugli episodi non ancora restaurati di un progetto complesso, costruito per parlare e per far parlare della Grecia antica e dell’eredità che questa ha lasciato alla nostra società”.

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26/06/2018

Proiettato domenica 24 giugno all’Auditorium DAMSLab Les Stuky, une fortune à Venise, il documentario dedicato agli “ultimi dogi di Venezia”. Ad introdurre l’opera Gian Luca Farinelli, i due registi Emiland Guillerme e François Rabaté e Lavinia Cavalletti, discendente della famiglia Stucky e autrice del libro La dinastia Stucky 1841 –  1941. Storia del Molino di Venezia e della famiglia, da Manin a Mussolini.

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20/06/2018

Sempre con sguardo obliquo sul programma - con rotta tematica, attraverso le sezioni - proponiamo in questa News tre titoli dal programma del Cinema Ritrovato che affrontano la "questione tedesca". Un argomento storicizzato ma profondamente attuale, riletto attraverso lavori provenienti da diversi Paesi, quindi capaci di offrire prospettive di lettura diverse: Lights Out in Europe di Kline Herbert (USA/1940), Ma vie en Allemagne au temps d'Hitler di Jérome Prieur (Francia/2018), dalla sezione "Documenti e documentari", e None Shall Escape di André De Toth (USA/1940), dalla sezione "Censurati, ritrovati e restaurati".

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20/06/2018

Una Venezia d'altri tempi rivive nelle proiezioni del Cinema Ritrovato.

Domenica 24 giugno il Festival propone due eventi dedicati a Giancarlo Stucky e Mariano Fortuny, artisti che hanno contribuito, con i loro home movies, alla connessione tra la storia del cinema e la vita veneziana di fine Ottocento. Alle proiezioni dei loro filmati, in programma nella sezione "Ritrovati e Restaurati", seguirà il documentario di Emiland Guillerme e François Rabaté: Les Stucky, une fortune a Venise (The Last Merchants of Venice), sulla storia della potente e ricca famiglia Stucky.

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28/06/2017

Dawson City: una remota cittadina alla confluenza fra i fiume Klondike e Yokon (Canada), che ha visto condensata in un brevissimo lasso di tempo la storia del mito americano della corsa all’oro, ma anche l’evoluzione dell’industria cinematografica. Dawson City come creatura in miniatura per capire due fenomeni tipici della modernità: il costituirsi, spesso violento e inesorabile, della società capitalistica, e il cinema come espressione del sentire moderno, in tutte le sue contraddizioni, materiali e non.

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