Censurati, ritrovati, restaurati

Una tranche speciale della nostra sezione ospita quest’anno film risorti da vicende censorie che per molto tempo, e per motivi diversi, ne hanno ostacolato o impedito la visione. L’autocensura di Ingmar Bergman, che
ripudia e fa calare una coltre di mistero (appoggiato dai suoi primi studiosi) su Ciò non accadrebbe qui, apologo di guerra fredda a Stoccolma, ideologico tanto da essere imbarazzante, di inquietante ambiguità visiva; la censura francese che boccia l’‘immoralismo’ illuminista della Religieuse di Jacques Rivette, scatenando una protesta così risonante presso i “Cahiers du cinéma” da far poi diventare il film un caso epocale; la pura e dura censura del mercato, che fa sparire dalla circolazione The Last Movie e rimuove da Hollywood la voce dissonante di Dennis Hopper; e appunto Totò che visse due volte di Ciprì e Maresco, l’ultimo film bloccato dalla censura in Italia, motivazione blasfemia e oltraggio al sentimento religioso.

Daïnah la métisse (1932) di Jean Grémillon • None Shall Escape (Nessuno sfuggirà, 1944) di André De Toth • Geheimnisvolle Tiefe (Profondità misteriose, 1949) di Georg W. Pabst • Sånt händer inte här (Ciò non accadrebbe qui, 1950) di Ingmar Bergman • Suzanne Simonin, la religieuse de Diderot (Suzanne Simonin, la religiosa, 1967) di Jacques Rivette • Żywot Mateusza (La vita di Matteo, 1967) di Witold Leszczyński • Mal’čik i Devočka (Boy and Girl, 1968) di Julij Fajt • The Last Movie (Fuga da Hollywood, 1971) di Dennis Hopper • Totò che visse due volte (1998) di Daniele Ciprì e Franco Maresco

Foto: Boy and Girl