Dom

25/06

Cinema Lumière - Sala Officinema/Mastroianni > 18:15

LAC AUX DAMES

Marc Allégret

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Proiezione

Domenica 25/06/2017
18:15

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LAC AUX DAMES

Scheda Film

Sull’altra riva, io canto, aspetto, il lago culla il mio sogno, la mia barca; che cosa porterà la sera, l’aurora? Laggiù si accendono falò, luci di festa. Qui, nell’ombra, un remo, fendendo la verde superficie del lago, gronda gocce di luna. Laggiù, i falò, le feste, la fanciulla bionda condotta a riva. Qui il lago, specchio dei nostri visi dalle bocche congiunte: perché mi guardano, unica bocca che canta, occhi che grondano lacrime? Ma no, ma no, sono gocce di luna.
La canzone di Puck in Lac aux dames (testo di Colette)

Colette le trovò dapprima un’aria da cagnolino pechinese, poi Jean Renoir convocò la gatta, infine Jacques Tourneur trovò in lei la pantera. A chi si meravigliava della sua teriantropia, l’attrice, invitata a San Sebastián nel 1988, amava rispondere: “Esistono due tipi di donne, quelle che finiscono vacche, e quelle che finiscono capre. Io apparterrei piuttosto al tipo capra”. In Lac aux dames, Simone Simon è Puck, spirito scaltro e selvaggio, fiabesco e risolutamente moderno, come in Shakespeare. Per completarne il ritratto, Jean-Pierre Aumont racconta che “come un tenero germoglio, Simone sembrava essere venuta al mondo per recitare la parte delle ingenue pure e perverse alla Colette. Sapeva offrire alla camera una sincerità e al tempo stesso una malizia che spazzavano via tutte le convenzioni teatrali delle attrici del tempo”. Puck è insomma la creatura destinata a portare Simone Simon a conoscenza della Fox, e a conoscenza di Marcel Duchamp, che vi si sarebbe ispirato per dar vita alla sua Rrose Sélavy. Una delle prime battute di Puck suona così: “Io non sono una brava ragazza”. Candore manifesto plasmato da cima a fondo da Colette, questo esotismo misterioso, questa poesia bohème, fanno di Simone Simon la vera stella cometa del film.
Colette era stata scelta da Philippe de Rothschild (Théâtre Pigalle, 1929-1932), intenzionato a produrre un film leggero, perlopiù en plein air, tratto da un best seller. Il testo di Vicki Baum (la cui struttura letteraria meriterebbe attenzione: non andrebbe dimenticato che è stata Dorothy Arzner ad adattare Baum, personalità forte ed eccentrica), ripreso da Colette, Marc Allégret e André Gide, dà luogo a un film stratosferico, a una bomba totalmente transgender. Il personaggio maschile (o presunto tale) principale, Jean-Pierre Aumont, ventitré anni, giovane e brillante primattore, torace nudo interamente dorato (si legge che, per il ruolo, si era pensato persino a Johnny Weissmuller), è una bambola da intrattenere, ammirare, desiderare, vestire, curare, salvare, sposare, in sostanza impossibilitato ad esistere senza le donne che lo circondano. “Certo che mi ama, ma non sa dirmelo, è un istruttore di nuoto, capisci?” Lac aux dames, o il Fred Peloux di Chéri messo capovolto dalla Vinca di Il grano in erba.
Émilie Cauquy

Cast and Credits

Sog.: dal romanzo Hell in Frauensee di Vicki Baum. Scen.: Jean-George Auriol, Marc Allégret. F.: Jules Krüger, René Ribault. M.: Denise Batcheff. Scgf.: Lazare Meerson. Mus.: Georges Auric. Int.: Jean-Pierre Aumont (Eric Heller), Rosine Deréan (Danièle/Danny Lyssenhop), Simone Simon (Puck), Illa Meery (Anika), Vladimir Sokoloff (barone di Dobbersberg), Odette Joyeux (Carla), Michel Simon (Oscar Lyssenhop), Ila Meery (Anika). Prod.: Philippe de Rothschild per Société Parisienne de Production. 35mm. D.: 95’. Bn