Mar

27/06

Sala Cervi > 14:00

Europa Cinemas Audience Development & Innovation Lab / 7

intestazione

Creare maggiore inclusione e raggiungere nuovo pubblico

Condotto da Madeleine Probst (Vice-President of Europa Cinemas & Watershed Cinema Programme Producer, GB) con Hrvoje Laurenta (Manager, Kino Europa, Croazia), Mathias Holtz (Programming Manager, Folkets Hus och Parker, Svezia) e Daniel Sibbers (Director of Marketing, Yorck Kinogruppe, Germania) con il contributo speciale dell’esperto in social media Marco Odasso.

 

Il 2017 segna il 25° anniversario del circuito Europa Cinemas, che oggi coinvolge 654 città e 41 paesi rappresentando 1088 sale con 2684 schermi cinematografici. In questo anno speciale, gli esercenti di tutta Europa (e non solo) si incontrano al Cinema Ritrovato per riflettere su passato, presente e futuro del cinema nell’ambito della 13ª edizione dell’Audience Development & Innovation Lab.
Con circa 40 milioni di ingressi in sala registrati da film europei nel 2016, c’è davvero di che essere soddisfatti. Il circuito Europa Cinemas continua a sostenere il cinema europeo svolgendo un ruolo cruciale nella creazione di una domanda diversificata e nella promozione della cultura del consumo in sala in un mercato multi-piattaforma sempre più competitivo. Sono tempi difficili per le sale cinematografiche, ma proprio queste difficoltà offrono l’occasione di riflettere in maniera creativa sul carattere distintivo e sul grado di coinvolgimento della visione in sala.
Come messo in luce da una recente indagine sull’innovazione commissionata da Europa Cinemas (New Approaches to Audience Building), “per le sale cinematografiche l’innovazione non è un’idea astratta. La vita o la morte dei cinema dipende dalla loro capacità di entrare in sintonia con il pubblico”. I nostri laboratori forniscono uno spazio essenziale di ricerca e sviluppo in cui condividere esperimenti. Negli ultimi tredici anni, i laboratori di Bologna e le loro propaggini di Sofia e Siviglia hanno riunito un migliaio di partecipanti per discutere su una questione vitale: come preparare il pubblico a una dieta più ricca e varia di film?
Il laboratorio di quest’anno proporrà molti seminari pratici, all’insegna della preziosa massima di Samuel Beckett: “Ho provato, ho fallito. Non importa, riproverò. Fallirò ancora. Fallirò meglio”, con l’aggiunta dell’ingrediente della condivisione!
Faremo riferimento a case studies concreti, con l’obiettivo di ripensare e infondere nuove energie alle nostre strategie. E per questo non c’è luogo migliore del Cinema Ritrovato, prova tangibile che il nostro ricco patrimonio cinematografico è vitale nel rito collettivo che porta tutti noi ad ammirare film straordinari nella spettacolare cornice di Piazza Maggiore.
Come ha detto Jean-Luc Godard, “il cinema crea ricordi, la televisione crea l’oblio”, e il laboratorio di quest’anno rifletterà sul ruolo che il cinema e le immagini possono svolgere nella creazione dei nostri ricordi individuali e collettivi, altro tema fondamentale del Festival.
Tra le problematiche affrontate: come meglio conoscere il pubblico attuale e le nuove platee, come offrire agli spettatori contenuti, tempi e forme di fruizione personalizzati, nonché un programma coinvolgente. Rifletteremo su chi non riusciamo a coinvolgere e perché, con particolare attenzione ai più giovani, ai nativi digitali. Sono forse cresciuti con l’idea che il cinema non si rivolge a loro? Forse non se lo possono permettere, oppure si perdono nei mille rivoli dei contenuti e delle esperienze disponibili in rete?
Con l’aiuto di esperti in social media come Marco Odasso e di professionisti del settore come Hrvoje Laurenta (Kino Europa di Zagabria, premiato da Europa Cinemas nel 2016 per la migliore programmazione), esploreremo modalità per diventare più visibili e raggiungibili, per costruire una comunità e pubblicizzare la nostra attività contenendo i costi. A tale proposito, potremmo sicuramente imparare da una nuova generazione di autori, blogger e youtuber, che si rivolgono al pubblico online.
Esploreremo inoltre strategie inclusive e innovative orientate a favorire l’accesso e a coltivare il pubblico nelle sale e in rete. Per citare l’autrice e diversity consultant Vernā Myers: “diversità significa essere invitati alla festa; inclusione significa essere invitati a ballare”.
Vedremo come culture organizzative più inclusive possano contribuire a creare consapevolezza e coinvolgimento presso il pubblico e come l’abitudine alla costante innovazione sia probabilmente il segreto per continuare a essere rilevanti.
Buon Festival e altri 25 di questi anni!

Madeleine Probst

Info

Martedì 27/06/2017
14:00 - 5:00 pm