Cinefilia Ritrovata: focus su ‘Le silence est d’or’

L’approfondimento di Cinefiliaritrovata.it su Il silenzio è d’oro di René Clair, definito da André Bazin “forse il suo capolavoro”. Tre articoli a cura della redazione e del team Sguardi giovani.La delicatezza registica di René Clair:
“Clair mostra una Parigi decisamente idealizzata, ricreando il sogno che è la sostanza di cui è fatto il cinema. Sfrutta le sue vie, i tetti, la sua luna, le sue logore fiere e i suoi cenciosi abitanti per restituire un canovaccio intriso di cliché francesi, che derivano direttamente dagli anni Trenta, ma non solo, infatti quella che propone è anche l’immagine di un popolo che davanti alla miseria non si abbatte”.
Leggi l’articolo di Carolina Caterina Minguzzi

Il silenzio è d’oro come opera morale e cinematografica:
“Non c’è da meravigliarsi se nel 1945 René Clair accetta di girare in Francia una commedia leggera: la seconda guerra mondiale è appena finita e il Maestro francese ben conosce le potenzialità del cinema. C’è bisogno di un cambiamento (nella società e sullo schermo), c’è bisogno di freschezza, di storie che scaldino il cuore”.
Leggi l’articolo di Alessandro Guatti

Il cinema come protagonista di Il silenzio è d’oro:
“È esattamente un sogno che viene messo in scena, un triangolo amoroso attorno al quale ruota tutto un mondo fatto di nostalgia, speranze e voglia di ricominciare. Parafrasando il titolo si potrebbe infatti dire Il muto è d’oro, mettendo in luce la volontà di far rivivere tempi migliori, spensierati, in cui il cinema era il tramite fra il mondo fisico e quello magico, in cui tutto può accadere. Emerge il desiderio di tornare ai viaggi fantastici di Méliès, riscoprire, attraverso un’arte che muoveva i primi maldestri passi, la possibilità di sperare o anche solamente divertirsi riparandosi dalla pioggia”.
Leggi l’articolo di Dario Ricci del team Sguardi giovani